L’embriologia emozionale

Guarire con l’omeopatia e le terapie naturali



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Autore: ISBN: 9788867730872 Categorie: , , , Pagine: 350

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L’embriologia emozionale è il proseguimento di quanto proposto nel libro La bussola costituzionale. Lo sviluppo e la ricerca hanno portato nuove conoscenze scientifiche a sostegno della teoria dell’aggravamento embrionale. Paure, emozioni, sentimenti, energie sono un tutt’uno nell’essere umano, ci caratterizzano e ci contraddistinguono. E come far fronte a questa sofferenza che ci colpisce?
La risposta viene dalla natura, che benevolmente ci offre delle soluzioni non invasive. In quest’opera la ricerca dei rimedi viene effettuata attraverso la lente dell’embriologia emozionale. L’autore ha selezionato più di 200 rimedi omeopatici, sali biochimici e fiori di Bach e li ha trasmutati psicopatologicamente come se fossero esseri umani unici, secondo la legge omeopatica del simillimum. Le schede presenti nel libro permetteranno di trovare il proprio maestro guaritore sulla base di un raffronto tra la malattia-sofferenza e il rimedio naturale che presenta la stessa malattia-sofferenza.
Questo libro è un valido aiuto per superare le proprie sofferenze e illusioni. L’autore propone un viaggio per conoscersi osservando la propria malattia, oltrepassando i limiti messi dalla mente e guardando dentro se stessi per giungere ad affermare: questo sono io e mi amo e mi accetto!

 

Quando viviamo nel sentimento l’energia circola
correttamente, liberamente. Quando viviamo un’emozione
l’energia si blocca, danneggiando le nostre cellule.

Anche un’emozione apparentemente positiva, come l’amore,
si può trasformare in energia negativa; ad esempio se amo
in maniera distorta o con giudizio, e non sinceramente,

ciò può generare dei problemi. Ecco perché è importante
saper gestire ogni emozione, esprimendola, per ritrovare

la nostra naturale energia.
Un’emozione non espressa tenderà a essere risvegliata
costantemente dagli eventi della vita, la quale ci mette
sempre di fronte alle nostre scelte e alla possibilità di
migliorare noi stessi.

 

 

Dall’introduzione

Ogni ferita dell’anima libera un’emozione primaria, che si manifesta in maniera sproporzionata rispetto all’evento ferita. Quando, nel corso del vivere quotidiano, un evento – sia subìto, sia agito – risveglia la ferita, l’energia emozionale si manifesta in modo estremamente intenso.
Ad esempio, in una situazione di Abbandono tutti proveremo tristezza e solitudine, ma solo chi ha in sé questa ferita proverà un’emozione intensissima e si sentirà talmente triste e solo che si ammalerà, perché la sua energia verrà espressa in modo così accentuato e violento che il corpo stesso manifesterà, patologicamente, il blocco emozionale, per liberarsi di questo eccesso di energia fisiopatologica. Un’emozione violenta innesca, proporzionalmente, tutti i meccanismi fisiologici del corpo-mente: si attiveranno ormoni, neurormoni, neurotrasmettitori, il sistema immunitario (in omotossicologia si parla di PNEI) e, di conseguenza, ogni organo o apparato collegato al fattore scatenante, ferita-emozionale, darà vita alla sua manifestazione corporea-materiale attraverso il sorgere della “patologia”.
Emozione e sentimento sono concetti distinti. Il sentimento consiste nella capacità di sentire cosa succede dentro di noi, senza che intervengano giudizio o critica; parliamo di sentimento quando proviamo qualcosa e non lo etichettiamo, non lo categorizziamo come “positivo” o “negativo”. Ad esempio, è possibile provare molta paura di fronte a una situazione e sentirla senza giudicarla; si prova e si vive un sentimento di paura senza giudizio o critica. Se, invece, in una situazione in cui si prova paura, ci si accusa di essere paurosi o ci si giudica deboli, o se si accusa la persona che ci spaventa, possiamo parlare di emozione.
Se posso amare perché la persona che amo mi capisce e mi sta dando qualcosa che voglio siamo in presenza dell’emozione Amore. Se invece amo e basta sto vivendo un sentimento d’amore che possiamo chiamare “fede”: sento e provo amore senza un perché materiale. Quando sentiamo davvero (sentimento), l’energia circola correttamente, liberamente, mentre quando viviamo nell’emozione l’energia si blocca e si materializza nelle nostre cellule in maniera patologica. Anche un’emozione apparentemente positiva, come ad esempio l’amore, si può trasformare in energia negativa: se amo in maniera distorta, o con giudizio, oppure senza sincerità, può sorgere una patologia, un tempo definita “mal d’amore”, che può portare a uccidersi o a uccidere.
è estremamente importante saper gestire nel modo giusto ogni emozione per ritrovare la forma naturale di energia.
La maniera più innocua e benefica per poter gestire l’emozione provocata dalla ferita, mentre essa si manifesta, è ESPRIMERLA: un’emozione non compresa o non espressa tenderà a ripetersi costantemente e in maniera sempre più evidente ogni volta che si incorrerà in una situazione simile.
Se continuo a non voler capire e a non voler trasformare la sofferenza, si susseguiranno eventi amplificati e sempre più evidenti, fino all’insorgere della malattia, lo schiaffo benefico che il padre elargisce “amorevolmente” al figlio per salvargli la vita. Non sto affermando che la malattia sia una punizione divina o che giunga da chissà quale piano energetico, ma che sono Io stesso l’artefice dei miei mali, sono Io il responsabile delle mie sofferenze: non c’è colpa, ma solo mancanza di comprensione di me stesso e del mio personale percorso di Vita.

Un consiglio:
NON GIUDICARE, MA CHIEDITI PERCHÉ.

Le persone e gli eventi che incontriamo lungo il nostro percorso Divino sono solo strade che incrociamo affinché ognuno di noi possa trovare, nell’altro, la risposta e la comprensione di ciò che sta cercando e volendo.
La famiglia, gli amici più stretti, le persone che lasciano in noi qualche segno importante rappresentano i nostri incroci Divini; ad ogni incrocio c’è un obbligo di Scelta: decidere quale strada percorrere dopo l’incontro-incrocio. Un nuovo percorso, con o senza la persona incrociata, o la decisione di percorrere una parte del viaggio insieme, in un costante susseguirsi di incroci e di scelte.
Le emozioni e le ferite sono i semafori posti sull’incrocio, che possiamo decidere di evitare o di affrontare: solo riconoscendo il significato di ogni emozione potremo cogliere la nostra ferita e ringraziare colui che abbiamo incrociato per aver chiarito i nostri dubbi. Mi rendo conto di quanto possa essere soggettivo e complicato codificare e comprendere esattamente l’emozione perversa e distruttiva che stai evitando o vivendo. Il metodo della bussola costituzionale permette di capire, attraverso la sofferenza della patologia (pathos), da quale emozione essa tragga origine, e di risalire alle vere paure esistenziali fino alla vera ferita emozionale, come una guida che assista ad ogni incrocio.
La scelta dei rimedi omeopatici, secondo il metodo della bussola costituzionale, avviene in base al riconoscimento e alla raccolta anamnestica delle patologie presenti; non va quindi cercato il rimedio omeopatico solo in relazione all’aspetto sintomatico o costituzionale, ma sul piano allopatico-patologico e solo successivamente su base psicologica-comportamentale. Questo approccio è innovativo e molto più vicino alla mentalità medica attuale. Pur riconoscendo le illuminanti intuizioni di Hahnemann e dei suoi successori, il metodo qui proposto appare come una modernizzazione e una rivalutazione in base alle attuali conoscenze e scoperte scientifiche in campo medico-psicologico.
La terapia naturale rappresenta la medicina dell’anima. I rimedi omeopatici, i fiori di Bach, i sali di Schüssler, ma anche la semplice visione di un colore guaritore o la presa di coscienza psicologica e corporea, rappresentano la chiave di lettura e di guarigione delle nostre ferite.

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